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domenica 17 maggio 2026
venerdì 8 maggio 2026
Il sanremese/Milanese / Baggese a cura di CRS
la ignobile e ingiusta lapidazione di Soraya Manutchehri..
Scavarono una fossa nella terra, davanti agli occhi di tutti.
Poi chiamarono il villaggio a guardare.
Era il 1986, a Kuhpayeh, tra le montagne dell’Iran.
Soraya Manutchehri aveva trentacinque anni e quattro figli. Una vita semplice, almeno in apparenza. Come tante altre donne del posto: casa, lavoro, silenzio.
Ma dentro quel silenzio si muoveva una decisione già presa da altri.
Suo marito voleva risposarsi con una ragazza molto più giovane. Per farlo senza conseguenze economiche e senza perdere prestigio, scelse l’accusa più distruttiva possibile: adulterio.
approfittò del fatto che lei aiutasse un conoscente vedovo nelle faccende domestiche
In una comunità chiusa, bastano poche parole perché diventino verità. I sospetti si trasformarono in giudizio. Il giudizio in condanna.
Soraya ebbe pochissimo spazio per difendersi. Non un processo come lo intendiamo oggi. Nessuna tutela reale. Solo testimonianze manipolate, pressioni e una decisione già scritta.
Colpevole.
La sentenza fu la lapidazione.
Quel giorno il villaggio si radunò. Il suo corpo venne interrato fino al petto. Le pietre iniziarono a colpire. Era una morte pubblica, lenta, pensata per essere “esempio”.
Tra i lapidatori ci fu anche il padre, convinto dal marito di Soraya della cattiva condotta della figlia
in quel giorno alleggiava un clima di festa generale tra i più vecchi del villaggio, ansiosi di scagliarsi contro la donna
Dopo la lapidazione il suo corpo non ebbe degna sepoltura ma fu portato fuori dal villaggio per essere lasciato in balia degli animali
Dopo, il silenzio.
La storia avrebbe potuto restare lì, nascosta tra quelle montagne. Una tragedia confinata a un villaggio di cui nessuno fuori avrebbe mai sentito parlare.
Ma anni dopo, il giornalista franco-iraniano Freidoune Sahebjam raccolse il racconto di ciò che era accaduto. Decise di scriverlo, di dare un nome e una voce a quella donna.
Nacque il libro La lapidazione di Soraya M.
E da lì, il mondo iniziò a sapere.
Il nome di Soraya non rimase più solo un ricordo sussurrato. Diventò testimonianza. Diventò denuncia. Diventò memoria.
Perché ci sono storie che qualcuno vorrebbe seppellire.
Ma finché vengono raccontate, non muoiono davvero
foto tratte dal film " la lapidazione di soraya"
Note a piè di pagina
È una vergogna solo in questo governo si vedono queste porcheriec

