Una difesa netta della Costituzione e dell’equilibrio tra i poteri dello Stato, insieme all’annuncio della propria scelta di voto. È questo il senso dell’intervento di Luigi Ciotti, intervenuto ieri sera al Nuovo Cinema Aquila di Roma durante un’iniziativa organizzata da Magistratura Democratica per il No al referendum sulla giustizia. Il fondatore di Libera ha parlato davanti a magistrati, cittadini e attivisti, portando una riflessione che ha intrecciato la difesa della Carta costituzionale con la preoccupazione per il clima politico e istituzionale del Paese, fino a dichiarare esplicitamente la sua posizione: “Io voterò No”.
Secondo il sacerdote, nel mirino ci sarebbero proprio quei magistrati che negli anni hanno indagato poteri forti e questioni scomode: “Sotto sotto mi sembra che ci sia la volontà di liberarsi di quei magistrati che si sono occupati di immigrazione o dei pubblici ministeri che hanno indagato uomini delle istituzioni o potenti imprenditori. Magistrati che disturbano”. Un atteggiamento che Ciotti definisce “un intento punitivo del tutto ingiustificato”, ricordando che “al di là dei singoli errori giudiziari, anche drammatici, che ci sono stati, la magistratura nel suo insieme ha sempre agito per il bene comune e per i diritti dei cittadini”. E ha aggiunto: “C’è chi ha pagato con la vita questo impegno. Magistrati che hanno sacrificato la loro vita per la giustizia. Questo non possiamo e non dobbiamo dimenticarlo”.
Il sacerdote ha ricordato anche l’invito alla partecipazione espresso dalla Conferenza Episcopale Italiana e dal suo presidente, il cardinale Matteo Maria Zuppi, a superare il clima di astensione e disimpegno. E ha citato le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “La magistratura non è esente da critiche, ma neppure lo sono gli altri organi dello Stato”. Un richiamo, ha sottolineato Ciotti, che dovrebbe valere per tutti: “Il richiamo a prendere coscienza dei limiti e degli errori che possono essere fatti riguarda tutti noi. Non è che qualcuno li scarica solo sugli altri. Sono parole di saggezza di cui abbiamo bisogno”.
Proprio alla luce di queste considerazioni, e della necessità di difendere l’equilibrio costituzionale e l’autonomia della magistratura, don Ciotti ha concluso il suo intervento con una dichiarazione chiara sulla sua scelta referendaria: “Allora io voterò no”.



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